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| Presentazione |
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| Scritto da B.J. & C. |
| Mercoledì 16 Luglio 2008 13:30 |
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la recente visita che, con l’ausilio dell’amico Mass Gueye, cittadino senegalese domiciliato in Genova dove svolge una piccola attività imprenditoriale con il fratello Hassan, ho fatto a Dakar – Senegal, mi ha prospettato una grossa opportunità. Tutto questo per me nasce l’anno scorso quasi casualmente quando sempre grazie a Mass ho la possibilità di incontrare il Marabout Mame Mor Mbackè Mourtada, massima autorità religiosa musulmana del Senegal, discepolo del morudismo, corrente importantissima fondata dal nonno Cher Mbamba all’inizio ‘900. Durante la sua visita alla comunità senegalese in Genova, composta da circa 3.000 persone, Mass organizza un appuntamento con lui presso l’albergo che lo ospita in zona Principe: l’integrazione tra i popoli è l’argomento principale del nostro incontro ed è anche il motivo dell’invito, che alla fine della nostra conversazione, il Marabut mi prospetta per una visita nel suo Paese.
Una nazione, il Senegal, con una buona stabilità politica, indipendente dalla Francia dal 1960. Un Presidente eletto democraticamente al secondo mandato, a capo di una Repubblica presidenziale dove tanto si sta facendo come strutture, strade, attività commerciali, sviluppo del traffico portuale, soprattutto in Dakar capitale e porta dell’Africa Occidentale sull’Oceano Atlantico. Progetti agricoli che vanno al di la di una produzione contadina ancora diffusissima; tutto in una prospettiva interessante, ma non è quello che più stimola la mia curiosità, quanto la possibilità di approfondire la conoscenza di un paese relativamente vicino, grazie ai mezzi di trasporto quali l’aereo, ma così lontano per cultura, tradizioni, paesaggi. Nell’avvicinarsi la data della partenza vengo a conoscenza che un ruolo importante, quasi fondamentale, come supporto all’assistenza sanitaria e all’istruzione viene svolto da organizzazioni religiose cristiane come quella presente all’Ecole J. L. Dieng di Dakar. Presso questa scuola il bimbo più grande di Mass frequenta le primarie gestite dalle Suore del Sacro Cuore, ordine autoctono fondato 150 anni fa da un francese. I giorni dedicati a questo viaggio non sono stati molti ma si sono rivelati intensi; a partire dall’organizzazione arrivati a Dakar per incontrare il Marabut a Touba, città santa musulmana dove risiede; la visita ai siti del progetto che l’associazione Al Azar, presieduta dal Marabut,sta portando avanti per la costruzione di varie scuole compresa una università; l’incontro presso la scuola cattolica, con Soeur Audette, figura spirituale ed operativa attorno alla quale ruota l’intera organizzazione di questo istituto. La cultura, le usanze, il contesto ambientale, l’incontro con i 1.200 bimbi tra asilo e scuola primaria che popolano la struttura scolastica; la loro manifestazione di felicità in un contesto di tante privazioni per non dire povertà, superata con la volontà delle 10 religiose che compongono l’ordine del Sacro Cuore e che giorno dopo giorno offrono la possibilità a questi bimbi di avere una prospettiva di futuro concreto ed autonomo che possa dare loro una opportunità che non sia fonte solo di assistenzialismo. Però questo prodigarsi molte volte rimane vano perché al termine dei 5 anni di frequenza, per l’impossibilità di far seguire le classi secondarie, fa si che molti di loro, nonostante le promettenti capacità, abbandonino gli studi per dedicarsi alle attività necessarie per un sostentamento quotidiano fatto di stenti e di sofferenza. Letteralmente folgorato mi rendo conto come la povertà più pesante sia quella di non avere una prospettiva di futuro. Il progetto non deve consistere semplicemente in aiuti materiali ma in un qualcosa che possa essere la base per dare una prospettiva diversa in termini culturali, economici e sociali da realizzarsi nei loro Paesi. Ecco perché credo che sia possibile sottoporci e considerare questa piccola, modesta opportunità che consiste nel costituire e realizzare una fondazione volta unicamente o meglio inizialmente a raccogliere quei fondi o parte di quei fondi per realizzare quello che Soeur Audette ha già delineato e che nella conoscenza di questa realtà reputa più importante: - poter costruire la “ possibilità “ che questi bimbi si scelgano il loro futuro. Credo che nel contesto di questo progetto sia poi importante approfondire la conoscenze della cultura Senegalese, delle tradizioni, dei contesti ambientali in cui vive realmente questa popolazione al fine di rendere possibile relazioni tra i bimbi della Ecole J.L. Dieng e scuole italiane, realizzare incontri culturali che vadano al di la di un credo religioso come già abbiamo avviato con appunto il Marabut Mame Mor MBACKE’ Mourtada che nell’occasione della sua visita a Genova ha incontrato il Monsignor Luigi Palletti, Vescovo Ausiliare e Vicario Generale della Diocesi di Genova, Don Paolo Fontana, responsabile delle relazioni con le altre religioni e l’amico Don Marco Fazio, vero artefice di tale incontro. Chiedo quindi a quanti sottopongo questo messaggio di farlo loro e farsi coinvolgere nella riuscita di quanto prospettato. Un grazie in anticipo, Gianni Garbarino
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