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Il nostro amico Andrea in questi giorni di trova in Tunisia come istruttore per un corso di fuoristrada tra le sabbie del deserto, ecco il diario di bordo che ci ha inviato giorno per giorno: 25 Ottobre Alle 14.00 tutti e 5 gli equipaggi erano gia' pronti in banchina sotto la nave che li avrebbe traghettati in Tunisia. Gia' dalla prima occhiata si e' capito che i due provenienti da Bolzano e Trieste erano composti da persone simpatiche. L'attesa prima. della partenza e' stata lunga, solo alle 19.30 ha salpato.
26 Ottobre Mattinata tranquilla a bordo, l'appuntamento per la. Colazione e' stato una comica, c'e' stato chi non ha messo l'orologio in ordine, chi lo ha fatto e chi addirittura lo ha messo in avanti e si e' svegliato all'alba. Questo ci ha dato di cui parlare per tutto il giorno. Alle 16.30 siamo sbarcati a tunisi ma solo alle 18, siamo usciti dal porto a causa dei miticolosi controlli di polizia. Due ore di viaggio ed eccoci al mitico Hotel Amina di Kairouan, si va a dormire presto (23.00) domani sveglia alle 5.45. 27 Ottobre La sveglia e' alle 5,45 alle 6,30 dobbiamo essere pronti a partire. Ci aspettano 350 km attraverso pullulanti paesi prima di arrivare a Matmata, il villaggio famoso nel mondo per essere stato lo scenario di Guerre Stellari. Tutti pronti come da programma, partiamo, quando ad un tratto nello specchietto retrovisore non si vede più l'equipaggio genovese, Paolo e Paola, cosi' intimiamo uno stop. Io e Pino facciamo retromarcia e li raggiungiamo nel parcheggio dell'albergo. Paolo ci accoglie dicendo "ci hanno rubato la videocamera e 1500 euro". Be' un bel colpo. Ricostruiamo tutti gli spostamenti fatti e scopriamo che e' stato un falso allarme, erano loro che si erano dimenticati di averli messi dietro il sedile sotto la borsa di Paola. Ripartiamo con un po di ritardo, tra lenti camion e fatiscenti auto e alle 12.00 raggingiamo la nostra prima meta.F.acciamo il pieno di carburante nel serbatoio e nelle taniche e tramite una pista sterrata arriviamo a Bir Ouin (una ex stazione di pompaggio petrlifero) da li in un attimo, 30 Km siamo nell'oasi di Ksar Ghilane. Un pic nic all'ombra delle palme e via subito tra le dune per testare l'abilita' di conduzione dei piloti. Come mi aspettavo il primo impatto e' stato traumatico con una serie di insabbiamenti. Spala, spingi, stroppa e finalmente torniamo alla base nell'oasi. La Nissan di Helmut nel ritorno perde potenza, fa uno strano e copioso fumo nero. Abbiamo provato a smontare e sotituire tutti i filtri ma non c'e' da rischiare. Domani la lasceranno qui nell'oasi e affronteranno il percorso come da programma con noi sul 95. La giornata e' stata pesante alle 22 tutti a dormire. 28 Ottobre Sveglia alle 6 tra il cinguettio dei miglioni di uccelli appollaiati sul palmeto che domina l'oasi di ksar Ghilan. Fatta colazione siamo pronti a partire direzione Timbaine via caffè du desert. Non facciamo il consueto tracciato per permettere a tutti di vedere il pozzo di marabut. Marabut non e' soltanto un pozzo d'acqua (Ormai esaurito) ma un luogo di preghiera e una meta per tutti i viaggiatori del Sahara Tunisino. La lunga sosta e la sabbia non facile ci obbligano a a fare una diretta saltando il pranzo che era stato programmato al caffè la port du desert. Ci picchiamo tra le migliaia di dune che ci obbligano ad un continuo cambio di direzione fino ad avere derive di oltre 1 km sulla rotta prefissata. Solo in serata con il calare del sole raggiuingiamo l'ultima catena di dune prima del mitico Timbaine. La serata si conclude con un bivacco 29 Ottobre La notte ci ha riservato qualche sorpresa metereologica. Intorno a mezzanotte si e' alzato un forte vento. Le tende si piegavano sotto le forti raffiche, sembrava dovessero volare via con dentro noi. Ad un tratto si e' abbattuto un forte temporale ma la stanchezza accumulata ha fatto si che l'unica soluzione fosse girarsi di la'. Al mattino a tempesta passata, l'alba ci ha riservato uno scenario completamente diverso. Dove la sera c'era una duna ora c'e' un pianoro e viceversa. Facciamo uina lauta colazione e via si riparte per il pozzo. Li dobbiamo incontrare la popolazione berbera alla quale dobbiamo regalare abbigliamento e calzature dei nostri bimbi ormai non più usati. Ci viene incontro una donna con un bamb ino in fasce di appena 5 giorni. Per loro e' una festa e' la manna caduta dal cielo. Proseguiamo, la distanza da coprire e' tanta e il vento che ha ricominciato a soffiare alza una buffera di sabbia che ci accompagnera' tutto il giorno. Renate e Helmut, che hanno lasciato il giorno prima la loro vettura in oasi proseguono il viaggio con la nostra vettura e tra di noi si instaura un rapporto eccezionale, sono persone veramente simpatiche. Marino e Claudia con il loro 95 fanno faville e le difficolta' del percorso non lispaventano anzi e' proprio nel difficile che crogiuolano. Giorgio invece e' un po più stanco anche perche' il Galloper non ha le preparaZioni delle altre vetture e affrontare le difficolta di questo percorso e' un impresa. Gli do il cambio alla guida e mi rendo conto dei limiti del veicolo. E' basso e ogni svallicamento lo si fa con il patema, ha poca potenza e non riesci a capire con quale marcia devi affrontare una salita. La prima e' troppo corta e rischi di scavare, la seconda richiede un tempo di reazione troppo lungo, la terZa a vettura lanciata sarebbe l'ottimale per galleggiare se non fosse che il susseguirsi di dunette impone una velocita' inferiore. A completamento dell'opera la vettura scalda e impone un utilizzo con la massima cura. Non ci si ferma neanche per pranzare, il tempo stringe, la tempesta di sabbia ciela le difficolta della rotta ed e' un continuo far retromarcia per trovare varchi tra le dune. Dirottiamo per necessita', anche se e' vietato, all'interno del parco del Kebili. Dopo due ore troviamo un varco tra il retticolato e usciamo incrociando cosi la pista battuta. Qui la velocita' e' più' alta ma la Galloper deve viaggiare ad un regime più' basso cosi' vengo distanziato e nella tempesta e' un attimo perdere i riferimenti e la vista dell'auto che ti precede. Fortunatamente ho con me un gps e disegno una traiettoria che taglia fino ad incrociare la pista principale. Paolo e Paola preoccupati girano indietro a cercarci e sono loro alla fine che preoccupano il gruppo perche' noi ormai ci era vamo congiunti addirittura tornando indietro. Per radio li sentivamo ma non riuscivamo a vederli, ma poi tutto si risolve per il meglio. La sera sta per calare, il buio ci avvolge e cappello di questa avventura il gps di Pino, che da 3 giorni guida la carovana, ispiegabilmente annulla la traccia. Ci aggiriamo per una radura di steppe alla ricerca della direzione giusta e alla fine solo con quello di "rispetto" troviamo la giusta rotta. Che giornata... Ma e' bene tutto quello che finisce bene. Rientrati all'oasi ci aspetta la cena, le tensioni calano e si discute di tutte le vicissitudini accadute. Questo e' il bello dei nostri viaggi. 30 ottobre Come al solito sveglia al sorgere del sole. Oggi gli equipaggi avranno l'esame. E' la resa dei conti, dovranno affrontare da soli il tratto di dune che separano il fortino romano dall' oasi di Ksar G. Hanno un tempo imposto di 60 minuti con partenza separata da 10 minuti. Solo 2 si vogliono sfidare, i genovesi Paolo e Paola e i triestini Marino e Claudia. Dal momento che fino ad oggi ci hanno seguito senza problemi nei vari percorsi, questo piccolo tratto gli sembra una passeggiata ma una cosa e' trovarsi la pista pronta ed un altra e' tenere una direzione e cercare i passaggi più' favorevoli. Entrambi hanno avuto un ritardo di 1 ora. Questo comunque gli ha fatto capire cosa vuol dire navigare nel deserto. Hanno dimostrato di essere in grado di cavarsela da soli e questo era lo scopo per il quale hanno aderito a questo corso. Non volevamo fare una scuola di pura teoria ma fargli provare direttamente tutte le difficolta' che si possono presentare. Obiettivo raggiunto. Pieni di soddisfazione stanchi e provati da questa ESPERIENZA con una lacrimuccia lasciamo il deserto direzione Nord. Una sosta pranzo a Matmata e via fino a ad Hamammet per l'ultima serata africana. Cena e pernottamento in elegante Hotel 5 stelle per riprendersi le forze. Domani niente sveglia, liberi tutti fino alle 13.00. 31 ottobre E' decisamente più comodo il risveglio in una camera d'albergo 5 stelle e non all'alba, ma non lo cambierei con quello in mezzo al deserto, dove le prime luci del giorno colorano di rosa le dune di sabbia. Purtroppo oggi lasciamo la Tunisia. Una visita alla medina per gli ultimi acquisti di rito e via verso il porto de La Goulette. Alle 14.00 la nave deve ancora arrivaren le previsioni metereologiche non sono delle migliori, il mare e' forza 10. Durante la sosta difronte al cancello del porto sono stati consegnati gli attetstati di partecipazione al corso di guida su sabbia. Grande orgoglio da parte di tutti i partecipanti. Peccato che un bel gioco debba durare poco. |