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| Terre d’Africa: un continente mai sufficientemente scoperto |
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| Scritto da B.J. & C. |
| Lunedì 04 Agosto 2008 22:26 |
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Una infinità di etnie, religioni di ogni credo, un misticismo che dai colori agli odori, ai paesaggi, alle luci ha portato non per niente a coniare il risaputo termine “ mal d’Africa “. Di questa vastità impariamo a conoscere uno di questi Paesi, il Senegal, che certamente contiene lo stesso filo conduttore che contraddistingue ogni Nazione di questo Continente rispetto al resto del mondo intero. E’ una repubblica Presidenziale dove, dopo la conquista dell’indipendenza, concordata, dalla Francia nel lontano ormai 1960, si è mantenuta una buona stabilità politica. La moneta, il CFA ( sefà ) vale per ogni 1000 circa 1 euro e 50 centesimi, lingua diffusa e riconosciuta il francese oltre ai vari dialetti quali il wolof, il serer, il diole e derivazioni sudanesi. Capitale Dakar, vero cuore non solo del Senegal ma dell’intera Africa nord occidentale con il suo porto e i suoi relativi traffici. Di rimpetto la tragicamente nota isola di Goreè, famosa per essere stata il punto di imbarco per milioni di schiavi diretti nelle americhe. Nell’edificio, sede del comando predisposto a tali traffici, è ben conservata la drammatica porta di imbarco ai bastimenti che per i malcapitati che l’attraversavano venne definita “ senza ritorno “. Popolo di pescatori , contadini ed allevatori manifestano la loro proverbiale serenità d’animo nel loro quotidiano; sono infatti notoriamente un popolo non bellicoso che nella sua storia solo raramente è stato protagonista di conflitti e guerre. La maggior parte della popolazione di fede musulmana vive il credo con una prospettiva di integrazione e tolleranza verso le altre religioni, prova ne è l’importante presenza di organizzazioni cattoliche attive in vari settori quali il sociale, il sanitario e il didattico. Attraversato dal fiume Niger-Senegal che si divide percorrendo per migliaia di chilometri l’arido territorio in direzione opposta per poi gettarsi nell’oceano atlantico sfrutta tale ricchezza d’acqua per le coltivazioni di ortaggi in genere ma di arachidi soprattutto rendendo il Senegal maggior produttore al mondo. Utilizzato costantemente nella cucina tradizionale è poi una dei principali prodotti esportati. Altrettanto diffuso è il mango così come la coltivazione della manioca. Il mare pescoso, fonte di sostentamento, è ora una delle principali attività i via di assoluto sviluppo per la lavorazione in loco del pescato destinando i prodotti all’esportazione in paesi tra i quali l’Italia. L’interno in parte desertico, nel periodo delle piogge, da luglio a ottobre, per effetto di un fenomeno della natura è oggetto di un radicale cambiamento quasi miracoloso assumendo una colorazione verdeggiante nelle distese di foraggio indispensabile per la diffusissima pastorizia soprattutto di capre, montoni, vacche e anche cammelli che dai deserti del nord vengono portati a pascolare in queste estemporanee distese verdi. I colori che contraddistinguono la natura, i paesaggi, le costruzioni, le luci delle albe e dei tramonti, gli stessi mercati dove i commercianti manifestano tutta la loro innata abilità si ritrovano negli abbiti, soprattutto quelli femminili, che trasmettono una solarità ed una eleganza che ben rappresenta lo spirito di questo Paese e del suo popolo. |